Cultura e tradizione in Alto Adige e sull‘Altopiano dello Sciliar




Durante la Vostra vacanza a Siusi allo Sciliar potrete conoscerele tradizioni dell’Alto Adige e vivere la cultura nelle Dolomiti

L’Altipiano dello Sciliar si presenta…..
L’Altipiano dello Sciliar è situato in un magnifico paesaggio tra prati, pascoli, boschi, alte cime e ampie valli. A ragione è considerato tra le zone più belle dell’Alto Adige.
La varietà delle sue bellezze naturali, il fascino della sua storia, delle tradizioni e della sua arte unite alle caratteristiche d’ospitalità e cortesia dei suoi abitanti ne fanno un luogo di vacanze affermatosi oltre il confine da più di cento anni. Abitato già in epoca preistorica, come testimoniano diversi ritrovamenti, porta ancora tracce di fortificazioni romane. Numerosi edinteressanti i castelli medioevali, le dimore e gli antichi manieri del XVII e XVIII secolo. Soprattutto le tante chiesette, cappelle, torri, masi e crocefissi posti lungo i sentieri conferiscono una nota del tutto particolare alla zona ed invitano il turista ad approfondire le sue cognizioni sull’originale storia di queste strutture e di coloro che hanno contribuito alla loro costruzione.

Il comune di Castelrotto
Posto sul versante sud-est delle Alpi comprende 12 frazioni di cui 3 ladine, ( Bulla, Roncadizza ed Oltretorrente). Il comune ha ca. 5.400 abitanti ed è luogo ideale per le vacanze in una regione di antica tradizione culturale come L’Alto Adige.

Castelrotto
, 1.060m, capoluogo, cittadina di impronta medioevale, sviluppatasi intorno all’antico Monte Calvario.
Siusi
, 1.002 m. tipico borgo montano, con L’antica chiesetta eretta in onore di S.ta Maria Ausiliatrice, in passato meta di numerosi pellegrinaggi; nelle vicinanze, interessanti i ruderi di Castelvecchio e di Castel Salego.
S. Valentino, Tisana, Tagusa, S. Michele, S. Vigilio, S. Oswaldo,
Alpe di Siusi
, 1800-2.200m, il più esteso altipiano d’Europa ( 52kmq), notissimo centro di sport invernali, palestra ideale per glia amanti dell’escursionismo, offre ai suoi ospiti d’ogni parte del mondo un sicuro traguardo per le vacanze, in ogni stagione dell’anno. Fioritura alpina unica la mondo, nel periodo tra metà giugno e metà luglio.

La Strega dello Sciliar: simbolo di una zona
Forze magiche avvolgevano lo Sciliar già in tempi remoti. La popolazione cercava di placare i diversi demoni mediante sacrifici di ogni genere immolati sulle cime di Monte Castello e Terrarossa. Anche quando iniziò a rivolgersi a San Cassiano come protettore del tempo, il culto verso le streghe e Satana non cessò di esistere. L’epoca di maggior repressione si ebbe al tempo della Controriforma quando iniziò la grande “caccia alle streghe” che travolse molte vite e portò ai famosi e terribili processi del 1506 e 1510. Furono proprio il Cavalier Fuchs von Fischberg e LienhardPeysser, un giudice civile incaricato i interrogare imputate e testimoni, ad indicare queste zone come luoghi in cui si svolgevano sabba indiavolati a cui partecipavano numerose streghe e Satana in persona. Nella zona di Fiè furono otto le donne condannate a morte. Peysser, capitano nel territorio dell’Adige e nel Burggraviato del Tirolo, contestava alle imputate la partecipazione a sabba infernali, voli notturni su scope, uccisioni di bambini non ancora nati, abiura e molti altri misfatti.
Proprio a ricordo di questi “ Voli su scope” sullo Sciliar, luogo dove secondo le sentenze si supponeva si tenessero i sabba e venissero orditi malefici come quello della pioggia e della tempesta a danno della popolazione, è anto, in epoca moderna, il simbolo della “strega a cavalcioni di una scopa” che è oggi la mascotte pubblicitaria della nostra zona.

La nuova parrocchia di Siusi

Attorno alla metà degli anni trenta l'architetto bolzanino Marius Amonn approntò il progetto della chiesa, e nel 1937 si diede inizio alla costruzione; il "clima" del giubileo, celebrato nel 1933 a 2000 anni dalla Redenzione, indusse a dedicare il nuovo edificio alla Santa Croce. La chiesa, consacrata nel 1954 ma ultimata appena nel 1968, assomiglia ad una nave per due aspetti: anzitutto la navata sembra davvero una carena di nave capovolta; poi risulta evidente l'allusione all'arca di Noè tra i flutti del diluvio (soltanto la chiesa di Cristo offre salvezza e redenzione in terra). La marcata articolazione delle pareti tramite cornicioni lignei che sostengono la volta fanno pensare alle forme severe di antiche basiliche.

Da vedere sull’Altopiano dello Sciliar

S. Maria Ausiliatrice di Siusi
La vecchia chiesa parrocchiale sorge proprio nel centro di Siusi allo Sciliar. Edificata nel 1244, aveva un campanile romanico, ora rifatto e ricoperto di lucenti tegole rosse.

Il rudere di Castelvecchio ( Hauenstein)
Si trova ai piedi della punta Santner. La rocca fu eretta nel XII. sec. dai signori di Hauenstein, ma nel XV e XVI sec. subì ulteriori ampliamenti. Uno dei tanti personaggi che ne acquisirono la proprietà, fu il famoso poeta e menestrello Osvaldo di Wolkenstein.

Arte sull’Altopiano dello Sciliar
Case affrescate di Castelrotto ( centro storico) ad opera del pittore Eduard Burgauner ( il nonno della signora Egger) 1873-1913.
- Locanda “Al Lupo”
- “Mendelhaus”
- “Burgauner-Bäckerei”, panificio Burgauner vecchia sede
- HausFelseck, dove abitò il pittore stesso

Parco Naturale dello Sciliar
La figura dello Sciliar - con le due cime della Pinta Santner e Punta Euringer - è considerata una degli emblemi dell'Alto Adige. Qui, dove lo Sciliar "scruta come un castello del Gral inondato di luce nell'Ade della gola dell'Isarco" (Rampold), le dolomiti raggiungono le loro estreme propaggini occidentali - e come si addice ad un potente principe dei monti, lo Sciliar riposa su un piedistallo costruito su più gradini.
Ad un'altitudine media di 1.000 m sul livello del mare la media montagna (con Castelrotto, Fiè e Tires) costituisce il basamento. Quasi mille metri più in alto, sul suo fianco settentrionale, è adagiata l'Alpe di Siusi, che appare come un verde cuscino ondulato, su cui poggia, altri cinquecento metri più in su la piattaforma dello Sciliar.
Anche i boschi attorno a Tires, a Fiè e a Siusi nonché la valle Caimin fanno parte del Parco Naturale.
Il Parco Naturale dello Sciliar comprende una superficie di 5.850 ettari. Con la zona di tutela paesaggistica dell'Alpe di Siusi (6.817 ettari) forma un'area naturale unitaria. Da sempre l'Alpe di Siusi ha svolto una funzione importante per l'alpicoltura. A poco a poco è divenuta sempre più interessante anche per il turismo - infatti la bellezza, la varietà e l'originalità della zona sono eccezionali.

Castel Presule
La forma attuale di Castel Presule risale all'epoca di Massimiliano (1500 ca.) ed è un pregevole esempio di architettura tardo gotica.Il castello medievale fu menzionato per la prima volta in un documento del 1279 come "castrum presile". I Signori di Fiè, amministratori dei Vescovi di Bressanone, costruirono il castello intorno all'anno 1200. L'iscrizione sopra il portale esterno del castello testimonia che nell'anno 1517 la costruzione di proprietà di Leonhard von Völs era stata già completata, usando le tecniche più moderne per quel tempo.
Durante i mesi estivi, oltre alle visite guidate, hanno luogo numerose manifestazioni culturali. Il programma comprende 6 concerti classici  nel ambito del Schlern International Musik Festival, matinèes d’incanto, serate superbe… E per chi non assiste ai concerti, l’opportunità di esplorare le natiche mura è comunque offerta dalle visite guidate, organizzate durante l’intera stagione. Una collezione d’arte, che può essere visitata nell'ambito delle visite guidate, sono rappresentate le opere di tutti gli artisti che dal 1982 in poi hanno esposto nei mesi estivi le loro opere nel "Tischlerhaus", la galleria di Castel Presule.

Törggelen
Quando si pensa al "Törggelen", il pensiero vola subito ad una serie di emozioni che si possono vivere nella fascia pedemontana che circonda Bolzano, trapuntata da ordinati pergolati di vite che si innalzano fino a 6-700 metri di quota per poi lasciare il posto ai boschi di castagne e di querce. In questa fascia di territorio sono dislocati diversi masi agricoli che nel periodo autunnale diventano protagonisti di questa antica tradizione locale.
ll nome "Törggelen" deriva dal latino "torquere" ovvero pigiare, pressare l'uva dopo la vendemmia. Forse l'usanza proviene dai tempi antichi quando amici e parenti si recavano ad aiutare il contadino in questo lavoro e ricevevano per ricompensa un buon piatto di canederli, una salsiccia casereccia, un po' di speck accompagnati da un buon bicchiere di vino della casa.
Al giorno d'oggi non si pigia più l'uva con i piedi ma è rimasta l'usanza di effettuare delle escursioni giornaliere in compagnia di amici e famigliari, sostando nel corso della giornata in uno o più masi per assaggiare il buon vino e le leccornie che la cucina contadina di stagione offre.
Naturalmente non possono mancare le caldarroste, le noci ed i deliziosi Krapfen al papavero o al mirtillo rosso e gli "Straubn", una sorta di dolce da mangiare solo in compagnia e dove le forchette sono bandite.
Ma il "Törggelen" non è solo camminare, bere, mangiare... è anche allegria e voglia di passare felicemente una giornata insieme all'insegna del sano divertimento.

Mercati
Un affare lì, un affare là...
In tutta la regione sudtirolese hanno luogo dei mercati e così anche a Castelrotto. Un'esperienza particolare rappresentano i mercati dei contadini. Soprattutto quando è possibile abbinare qualche buon affare ad una bella passeggiata attraverso un tradizionale borgo altoatesino :-)
Spaziando da abbigliamento a scarpe, articoli di pelle, verdura e frutta fresca, i mercati in base alla stagione offrono tutto ciò che potete immaginarvi.
Nelle vicinanze dell'Alpe di Siusi, ossia a Bolzano, ogni sabato viene organizzato il cosiddetto “grande” mercato. Un'ottima opportunità di passeggiare e gironzolare per le viuzze di Bolzano, sempre a caccia delle occasioni più appetitose...

Eccovi una lista dei mercati della zona:
martedì: Siusi - mercato dei contadini
mercoledì: Fiè - mercato settimanale
giovedì: Castelrotto e Siusi - mercato settimanale
venerdì: Castelrotto - mercato dei contadini
sabato: Fiè - mercato dei contadini

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SPORT E TEMPO LIBERO D'ESTATE

Durante piacevoli passeggiate o escursioni impegnative potrete godervi il sole e il paesaggio, scoprire il fascino della montagna, respirare l’aria pura e vivere a contatto della natura. Sull’Altopiano dello Sciliar c’è così tanto da vedere che ogni vacanza sembra troppo breve.


  

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